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Alessandro Zanetti, Amministratore Delegato di Pordenone Fiere, parla dell’importanza dei social network e dell’estero nel contract in occasione di Happy Business to You.
Permalink link a questo articolo: http://www.blogdo.it/inaugurazione-fiera-happy-business-to-you/
Il globale ormai è strettamento fuso al locale: così i centri storici riscoprono le proprie tradizioni ma allo stesso tempo si propongono oltre i propri confini e le reinterpretano perchè siano più accattivanti verso i visitatori.
Il web ha infranto le barriere architettoniche e ha portato il locale nel mondo globale.
Dobbiamo incominciare tutti a capire quanto importanza stanno assumendo il mondo web e i social network, che stanno diventando dei veri strumenti di lavoro e di pubblicità, dei mezzi per conoscere e farsi conoscere.
I social network, nati quasi per gioco, come un modo per tenersi in contatto con gli amici, sono diventati dei veri data base di informazioni che vengono acquistate a peso d’oro dalle agenzie di pubblicità.
Mi sorge una domanda: gli utenti sono consapevoli del fatto che le informazioni che lasciano vengono utilizzati a fini commerciali e simili?
Sono un buyer e svolgo questo mestiere da tanti anni: una fiera dove potersi incontrare direttamente i forniitori è un’occasione veramente importante!
Speriamo che, col tempo, ne nascano altre…
è vero che la rete ha reso il mondo più piccolo e le informazioni di facile reperibilità…ma mi domando se nel mondo del contract non sia importante mantenere anche una specificità territoriale
dare in appalto interi progetti spesso ad alto impatto ambientale ad aziende straniere ci garantisce che il risultato finale esprima quel valore aggiunto che fa parte della cultura, genio e socialità di un luogo?
possono sistemi così diversi tra loro lavorare in sinergia?
Perchè no? ai giorni d’oggi non possiamo restare a guardare ognuno in casa propria. Semmai è utile che ciascuno si sforzi a capire le esigenze, la cultura e l’ambiente in cui va ad operare e di conseguenza operi nel rispetto di esse.
Non saprei…i filosofi dell’antica Roma, infatti, ricordano che il numero ideale di commensali era dai tre ai nove, come le Grazie e non più delle Muse. Sarà così anche per gli affarI?
Direi che per gli affari anche gli antichi Romani si spingevano oltre le “terre di nessuno” per portare la loro civiltà e quindi anche la mercanzia…. a tavola si sta meglio in pochi, ma la “pecunia” deve girare e molto…
Sono assolutamente giuste le parole di Zanetti: il web è davvero il futuro!
Peccato che in Italia si sia ancora un po’ indietro e probabilmente non si sia ancora compresa appieno l’importanza del mondo web e della facilità di interscambio che gli strumenti informatici consentono.
Grazie a Alessandro Zanetti per l’introduzione che conferma quello che pensavo da tempo: la sinergia WEB – SOCIAL NETWORK è la comunicazione del presente, la via più veloce per trasmettere informazioni in tempo reale, quella sempre più usata soprattutto all’estero e quel 17% di accreditamente esteri la dice lunga sul potere dell’informazione
Se si parla di web in Italia concordo sul fatto che ci sia “molta poca” preparazione e si dovrebbe fare di più, non solo per il settore business, ma anche a livello di informazione….d’altro canto il web costa poco e rende molto rispetto ai sistemi tradizionali di comunicazione
A tale proposito cito un pezzetto di un articolo che ho letto sul blog di grillo circa l’informatizzazione nel tricolore…ha troppo ragione
“Ma anche Anonymous [ndr. gruppo americano di hacker] non potrebbe nulla contro la Rete e l’informatica di Stato italiana. Ricordate Italia.it, il sito costato decine di milioni di euro che doveva rilanciare l’Italia? “Pliz, visit the website, but pliz visit Italy” di Rutelli e la figuraccia a livello mondiale di Stanca, il ministro dell’innovazione con un sito ciofeca? E avete presente l’incomunicabilità totale (devono studiarla a tavolino) tra il cittadino con un qualunque sito amministrativo? E le ingiunzioni di pagamento nate dalla mente di un elaboratore pazzo? Noi abbiamo Anonymous Inside! Siamo avanti. Mezzo Paese non ha la banda larga, non si informa in Rete e non accede a servizi on line. Anonymous ci farebbe una s***.”
Vabbè… ma non possiamo essere sempre disfattisti… Per carità non do torto alla citazione ma credo che nel frattempo abbiamo fatto dei piccoli passi avanti. Sicuramente rispetto a paesi più tecnologicamente avanzati siamo indietro, ma comunque ci siamo! E facciamo errori, ma comunque avanziamo.
Ecco, credo che questo sia fondamentale, bisogna spingere sull’acceleratore e fare in modo che anche chi ci governa lo faccia!
Penso anch’io che il web sia il futuro. Perché è il modo di far conoscere il made in Italy e la tipicità di un luogo in tutto il mondo. A tempo zero e a costo zero!
17 commenti
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Sara
15 febbraio 2012 a 4:32 pm (UTC 2) Link a questo commento
Avete mai sentito parlare del GLOCAL?
Il globale ormai è strettamento fuso al locale: così i centri storici riscoprono le proprie tradizioni ma allo stesso tempo si propongono oltre i propri confini e le reinterpretano perchè siano più accattivanti verso i visitatori.
Il web ha infranto le barriere architettoniche e ha portato il locale nel mondo globale.
Maddalena
15 febbraio 2012 a 4:26 pm (UTC 2) Link a questo commento
Dobbiamo incominciare tutti a capire quanto importanza stanno assumendo il mondo web e i social network, che stanno diventando dei veri strumenti di lavoro e di pubblicità, dei mezzi per conoscere e farsi conoscere.
I social network, nati quasi per gioco, come un modo per tenersi in contatto con gli amici, sono diventati dei veri data base di informazioni che vengono acquistate a peso d’oro dalle agenzie di pubblicità.
Mi sorge una domanda: gli utenti sono consapevoli del fatto che le informazioni che lasciano vengono utilizzati a fini commerciali e simili?
O. Micheli
15 febbraio 2012 a 4:10 pm (UTC 2) Link a questo commento
Mancava proprio una fiera come questa HBTY!
Sono un buyer e svolgo questo mestiere da tanti anni: una fiera dove potersi incontrare direttamente i forniitori è un’occasione veramente importante!
Speriamo che, col tempo, ne nascano altre…
Orlandi
15 febbraio 2012 a 4:26 pm (UTC 2) Link a questo commento
Sono d’accordo con te, nella situazione dell’Italia di oggi queste fiere sono importantissime
Primula
15 febbraio 2012 a 4:04 pm (UTC 2) Link a questo commento
è vero che la rete ha reso il mondo più piccolo e le informazioni di facile reperibilità…ma mi domando se nel mondo del contract non sia importante mantenere anche una specificità territoriale
dare in appalto interi progetti spesso ad alto impatto ambientale ad aziende straniere ci garantisce che il risultato finale esprima quel valore aggiunto che fa parte della cultura, genio e socialità di un luogo?
possono sistemi così diversi tra loro lavorare in sinergia?
Maddalena
15 febbraio 2012 a 4:09 pm (UTC 2) Link a questo commento
A mio parere, molto spesso le aziende straniere sono ben più attente all’ambiente di quanto non lo siano quelle locali.
Inoltre l’interscambio culturale è benifico.
Antonio
15 febbraio 2012 a 4:11 pm (UTC 2) Link a questo commento
Perchè no? ai giorni d’oggi non possiamo restare a guardare ognuno in casa propria. Semmai è utile che ciascuno si sforzi a capire le esigenze, la cultura e l’ambiente in cui va ad operare e di conseguenza operi nel rispetto di esse.
Primula
15 febbraio 2012 a 4:20 pm (UTC 2) Link a questo commento
Non saprei…i filosofi dell’antica Roma, infatti, ricordano che il numero ideale di commensali era dai tre ai nove, come le Grazie e non più delle Muse. Sarà così anche per gli affarI?
Anonimo
15 febbraio 2012 a 4:26 pm (UTC 2) Link a questo commento
Direi che per gli affari anche gli antichi Romani si spingevano oltre le “terre di nessuno” per portare la loro civiltà e quindi anche la mercanzia…. a tavola si sta meglio in pochi, ma la “pecunia” deve girare e molto…
Giulia
15 febbraio 2012 a 4:29 pm (UTC 2) Link a questo commento
Non esistono più confini, il mondo è diventato il tavolo di mercato!
Sara
15 febbraio 2012 a 4:02 pm (UTC 2) Link a questo commento
Sono assolutamente giuste le parole di Zanetti: il web è davvero il futuro!
Peccato che in Italia si sia ancora un po’ indietro e probabilmente non si sia ancora compresa appieno l’importanza del mondo web e della facilità di interscambio che gli strumenti informatici consentono.
JULIA
15 febbraio 2012 a 3:54 pm (UTC 2) Link a questo commento
Grazie a Alessandro Zanetti per l’introduzione che conferma quello che pensavo da tempo: la sinergia WEB – SOCIAL NETWORK è la comunicazione del presente, la via più veloce per trasmettere informazioni in tempo reale, quella sempre più usata soprattutto all’estero e quel 17% di accreditamente esteri la dice lunga sul potere dell’informazione
Romeo
15 febbraio 2012 a 4:04 pm (UTC 2) Link a questo commento
Rimango sorpreso del dato del 17% di accreditamenti esteri! Le aziende italiane dovrebbero investire molto di più sul web
Antonia
15 febbraio 2012 a 4:11 pm (UTC 2) Link a questo commento
Verissimo! Perchè siamo ancora così antiquati?
Pensate a quanto è più semplice e veloce scrivere una mail, piuttosto che relazionarsi tramite fax o telefono.
Le informazioni arrivano in modo più chiaro e strutturato.
Giorgio
15 febbraio 2012 a 4:14 pm (UTC 2) Link a questo commento
Se si parla di web in Italia concordo sul fatto che ci sia “molta poca” preparazione e si dovrebbe fare di più, non solo per il settore business, ma anche a livello di informazione….d’altro canto il web costa poco e rende molto rispetto ai sistemi tradizionali di comunicazione
A tale proposito cito un pezzetto di un articolo che ho letto sul blog di grillo circa l’informatizzazione nel tricolore…ha troppo ragione
“Ma anche Anonymous [ndr. gruppo americano di hacker] non potrebbe nulla contro la Rete e l’informatica di Stato italiana. Ricordate Italia.it, il sito costato decine di milioni di euro che doveva rilanciare l’Italia? “Pliz, visit the website, but pliz visit Italy” di Rutelli e la figuraccia a livello mondiale di Stanca, il ministro dell’innovazione con un sito ciofeca? E avete presente l’incomunicabilità totale (devono studiarla a tavolino) tra il cittadino con un qualunque sito amministrativo? E le ingiunzioni di pagamento nate dalla mente di un elaboratore pazzo? Noi abbiamo Anonymous Inside! Siamo avanti. Mezzo Paese non ha la banda larga, non si informa in Rete e non accede a servizi on line. Anonymous ci farebbe una s***.”
Francesco
15 febbraio 2012 a 4:22 pm (UTC 2) Link a questo commento
Vabbè… ma non possiamo essere sempre disfattisti… Per carità non do torto alla citazione ma credo che nel frattempo abbiamo fatto dei piccoli passi avanti. Sicuramente rispetto a paesi più tecnologicamente avanzati siamo indietro, ma comunque ci siamo! E facciamo errori, ma comunque avanziamo.
Ecco, credo che questo sia fondamentale, bisogna spingere sull’acceleratore e fare in modo che anche chi ci governa lo faccia!
Massimo Giorgini
15 febbraio 2012 a 3:51 pm (UTC 2) Link a questo commento
Penso anch’io che il web sia il futuro. Perché è il modo di far conoscere il made in Italy e la tipicità di un luogo in tutto il mondo. A tempo zero e a costo zero!